Birrificio CANEDIGUERRA – Intervista

Canediguerra, il miglior amico dell’uomo

L’amore per i classici e un legame speciale con la Toscana per il birrificio che viene da Alessandria

“Quattro cani per strada. Il primo è un cane di guerra e nella bocca ossi non ha e nemmeno violenza”. Può essere, invece, che sorseggi birra? Dai versi di “Quattro cani”, canzone di Francesco De Gregori, nasce il nome del birrificio Canediguerra, che si trova ad Alessandria, in via del Prato 11. C’è una storia di ricerca, recupero e amore per i classici dietro questa bella realtà nata nel 2015 e capace di trovar dimora nell’ala di una vecchia fabbrica di scarpe chiuse nel 1962. “C’è stata un’opera di riabilitazione di un edificio industriale abbandonato – dice Alessio Gatti – e noi abbiamo fatto la nostra parte aprendo un impianto da 25 ettolitri, tecnologicamente avanzato, ma presto inaugureremo anche il ristorante, dove potremo spillare direttamente le nostre birre”. Alessio “Allo” Gatti è il mastro birraio di Canediguerra, uno che ha imparato il mestiere girando in lungo e in largo, con un’esperienza significativa proprio in Toscana: “Il mio primo impiego – dice – è stato al Bruton (birrificio che ha sede in provincia di Lucca e che per il secondo anno consecutivo sarà presente all’Hop Summer Fest, ndc), quindi sono molto legato alla Toscana e anche per questo verrò personalmente a Livorno”.

Oltre ad Alessio, altre cinque persone formano il team di Canediguerra, la cui filosofia di base sta nella predilezione per i classici della tradizione brassicola.

“La nostra linea propone Pilsner, Weisse e Lager; partiamo da prodotti canonici del secolo scorso e li riproponiamo a modo nostro. Anche nelle Ipa, varietà più recente, cerco di puntare all’ortodossia, lasciando spazio alla mia fantasia, ma prestando sempre attenzione alla storia della birra”.

Che cosa porterete all’Hop Summer Fest 2017?“La nostra linea base, e quindi la Bohemian Pilsner, la Vienna Lager e la Berliner Weisse, ma anche l’American Ipa, la Double Ipa, e la Brown Porter. Ma a Livorno sarà anche un’occasione per proporre prodotti estemporanei o birre totalmente sperimentali, come la linea Objekt, che non hanno alcuno stile di riferimento. Sono io a giocare con gli ingredienti e, ad esempio, nell’ultima che ho creato utilizzo miele di Sulla e mosto fresco di Uva moscato, per una birra ad alta gradazione alcolica e dal colore dorato carico, ispirata alle bevande fermentate prodotte nell’antichità”.