P3 Brewing Company – Intervista

P3 Brewing Company, dalla Sardegna la storia di un birrificio estroso e appassionato

La P3 Brewing Company è una storia di passione che arriva dalla Sardegna, nello specifico da Sassari, grazie a Giacomo Petretto e Pierpaolo Peigottu. Le birre della P3 Brewing Company hanno materie prime selezionate e sono prodotte rispettando i tempi naturali di affinamento. Qui gli stili birrai vengono rivisitati con estro, giocando con sapori, miscele, linguaggi. Le birre P3 Brewing sono tutte non pastorizzate, non filtrate e rifermentate in bottiglia e/o fusto. La passione di Giacomo e Pierpaolo per la produzione birraia parte dagli esperimenti casalinghi, come racconta il mastro birraio Giacomo Petretto.

Come nasce la storia del birrificio artigianale P3 Brewing Company? «Siamo nati nel 2012, ma tutto è cominciato nel 2001 quando abbiamo iniziato a fare la birra in casa e velocemente ci siamo resi conto che questa passione aveva bisogno di crescere. La P3 Brewing Company è nata studiando sapori e combinazioni, seguendo tutte le fasi di produzione. La caratteristica essenziale delle nostre birre è nell’equilibrio e nella facilità di bevuta; in questi anni abbiamo ottenuto molti riconoscimenti che ci hanno resi orgogliosi, come il premio a Rimini nel 2014 alla nostra Speed come migliore birra dell’anno. Tante delle nostre birre, come la Speed e la Turkunama, sono nate proprio nel 2001 nella tavernetta di casa mia. Oggi produciamo anche delle birre “su misura”, con ricetta speciale per alcune birrerie sarde».

Perché avete deciso di partecipare all’Hop Summer Fest? «Tanti nostri carissimi colleghi ci hanno raccontato di questo grande festival e per noi è stato un invito da cogliere subito. La location della Fortezza Nuova è bellissima, condividerla con così tante importanti realtà della produzione birraia ci entusiasma e siamo felici di far parte di questo grande progetto».

Cosa troveranno i visitatori al vostro stand? «A Livorno porteremo la Speed, la 50 Nodi, la 100 Nodi e la Riff che sono tutte birre molto attenuate, digeribili, con pochi zuccheri, di impostazione amara e molto dissetanti. La 50 nodi è la nostra “best seller”, stile Indian Pale Ale, con un carattere forte derivato da una miscela di luppoli inglesi, americani e neozelandesi. Il nome lo abbiamo scelto perché richiama il vento, la velocità delle navi che dall’Inghilterra salpavano verso l’India, ma è anche, più semplicemente, l’unità di amaro della birra. La Riff è la nostra birra speziata, richiama sapori d’arancio, limone e coriandolo. Con i nomi delle nostre birre ci piace giocare con i simboli, i linguaggi. Per esempio la nostra birra Turkunara arriva dalla parola “turkunaru”, che secondo alcuni studi deriva da un incrocio di lingue antiche del bacino Mediterraneo, con il significato di “fiume oscuro sotterraneo”; noi abbiamo reso la parola al femminile, per una birra scura, dolce, vellutata, che cattura il sapore della liquirizia come quello del caramello e abbiamo pensato a Sassari, città d’orti, città d’acqua».

Hilltop Brewery – Intervista

Dall’Irlanda a Viterbo, Hilltop Brewery: un birrificio familiare dal cuore dell’Italia

Nato nel 2009 come sogno, Hilltop Brewery è un birrificio familiare nelle colline di Bassano Romano in provincia di Viterbo. Le sue origini arrivano da molto lontano, più precisamente da oltre la Manica. Il cognome Gallagher tradisce le origini irlandesi e inglesi della famiglia, ma il mastro birraio Conor, così come i suoi fratelli, è nato e cresciuto nella Tuscia viterbese. Un connubio particolare che ha dato vita a una realtà senza precedenti nella campagna romana. “Il nostro scopo è produrre birre di qualità – ci tiene a precisare Conor – e far conoscere questo mondo, nel quale ci si può perdere senza il bisogno di ritornare. Uno dei motivi che ci ha spinto ad aprire il birrificio è che ci piace bere birra tanto quanto farla. Il nostro è un lavoro creativo, laborioso, sociale, scientifico/storico che ti permette di viaggiare, tenendo sempre in mente una cosa sola: la birra rende felici”.

Per Hilltop Brewery il 2017 rappresenta l’anno del debutto all’Hop Summer Fest, un’occasione da non perdere per un birrificio che in soli tre anni ha saputo affermarsi come nuova realtà emergente. “Mi ha convinto Moreno del birrificio dell’Olmaia a venire a Livorno, ma non vi posso raccontare come – racconta con il sorriso sulle labbra Conor -. Mi è sembrato fin da subito un bel mix tra cultura e divertimento in una location molto bella e adatta al periodo estivo. Personalmente è anche un’ottima scusa per visitare meglio la città e ritrovare tanti amici birrai”.

Conor si è avvicinato alla cultura della birra artigianale dopo la laurea in Scienze degli animali conseguita in Inghilterra e un’esperienza come volontario in Kenya. “Prima bevevo male – ci confida il mastro birraio anglo-viterbese –, solo una volta arrivato in Italia ho iniziato a farmi la birra e da quel momento l’homebrewing è diventata una sorta di malattia”.

Sulla Falsa Braga Hilltop Brewery si presenterà con: la Gallagher Stout, una irish stout atipica con aggiunta di alghe affumicate irlandesi dal tocco marino insieme alle tipiche note di caffè e cioccolato da accompagnare con ostriche o salmone affumicato; la Bella Blonde, perfetta con del brie, la più estiva Calandrina, la Happy Pils e la ZenZero, birra belga bilanciata con una spezia forte da degustare con prosciutto e melone. “Ma non escludo – conclude Conor – di portare qualche sorpresa o qualche birra sperimentale”. Chi si presenterà allo stand della Hilltop potrà dunque vivere un’esperienza a 360°, seguendo il motto che contraddistingue la filosofia della famiglia Gallagher: Take your time…and cheers!

Birrificio Great Newsome – Intervista

Great Newsome Brewery, il decennale passa da Livorno

Nato nel 2007, il birrificio inglese è il primo ospite internazionale di Hop Summer Fest

Il primo ospite internazionale di Hop Summer Fest viene dallo Yorkshire, nord-est dell’Inghilterra e porta il nome di una fattoria a conduzione familiare ove nel 2007 è storto un birrificio artigianale: è il Great Newsome Brewery, fondato da Matthew Hodgson e oggi capace di contare uno staff di 9 persone. La coltivazione diretta del malto è solo uno dei tanti aspetti peculiari di una realtà ancorata alla tradizione birraia anglosassone, che a Livorno tutti potranno gustare durante la 4 giorni dell’evento. In particolare, domenica 16 luglio alle 20 Matthew sarà protagonista dell’evento “Meet the brewer, taste the beer”. Durante la serata, condotta dal noto giornalista e degustatore Simone Cantoni, il pubblico verrà accompagnato nell’assaggio di quattro birre di Great Newsome abbinate ad altrettanti formaggi.

Qualcosa di più su questo appuntamento? “Parleremo degli stili classici British che produciamo – dice Matthew – e di come assaporarli. Molti di questi stili non hanno un’alta gradazione alcolica, ma sono delicati nell’aroma e hanno un’ampia varietà di gusti. Penso che molti amanti della birra li apprezzeranno”.

Matthew definisce “un onore speciale” il fatto di essere il primo ospite dall’estero di HSF e aggiunge: “Non vedo l’ora di visitare la west coast italiana e godere della vostra grande accoglienza”.

Che cosa porterà Great Newsome al festival? “Una serie delle nostre birre in classico stile British, incluso le Best Bitter, Stout, Milde e due bionde pale. La nostra Frothingham Best, vincitrice del World Beer Award nel 2013, è una birra classica British style best bitter ed è un grande esempio di questo stile di birra. Porteremo a Livorno anche la Sleck Dust, che qui nel Regno Unito è la nostra birra più venduta”.
Un po’ di storia del birrificio… “Siamo nati nel 2007, quindi quest’anno festeggiamo il nostro decennale. Siamo una fattoria nello Yorkshire, nel nord-est dell’Inghilterra, e la birra è sempre stata una delle nostre passioni, ereditata dai genitori. Ho cominciato da solo l’attività del birrificio e oggi abbiamo un grande team di 9 persone”.

Quali differenze ci sono tra il mondo della birra artigianale italiano e quello britannico? “Io penso che la birra artigianale britannica – risponde Matthew – abbia una storia e un patrimonio più grandi. Molti birrai, di conseguenza, puntano a stili classici di una certa area o regione dell’Inghilterra, considerando che la maggior parte dei clienti continuano a preferire questi generi di birra. In Italia, invece, c’è una tradizione più giovane e i birrai italiani stanno scrivendo una pagina nuova. Ciò significa che loro sono probabilmente più creativi e portano molti stili differenti ai loro birrifici dalla Germania, dagli Usa, dal Belgio e dal Regno Unito”.

Birrificio MC77 – Intervista

MC 77: THIS IS OUR WAY

Matteo e Cecilia, dall’università alla birra il passo è breve

C’è chi sogna la Route 66 per percorrere gli States e inseguire il sogno americano. E poi c’è chi, a furia di percorrere la SS 77 dalle Marche a Roma per frequentare l’università, ha capito la propria vocazione, quella di aprire un birrificio. È la storia di Matteo Pomposini e Cecilia Scisciani, originari di Macerata, dal 2013 gestori del birrificio MC 77, nuovo atteso ospite dell’Hop Summer Festival.

Una coppia nella vita e sul lavoro, ecco come è nata la loro passione per la birra. “Frequentavamo l’università a Roma – racconta Matteo – io studiavo Ingegneria e Cecilia Biotecnologia. Un giorno Leonardo Di Vincenzo, proprietario della Birra del Borgo, tenne una lezione presso la facoltà di Cecilia sulla biochimica che sta alla base della produzione di birra artigianale: spiegò che la birra si poteva fare in casa usando strumenti rudimentali e da quel giorno abbiamo cominciato a produrcela in casa. Ci è sempre piaciuta la birra, ma non pensavamo che si potesse fare da soli. Abbiamo iniziato a farlo e si può dire che da lì non abbiamo mai smesso”.

Come nasce l’idea di partecipare all’Hop Summer Festival di Livorno? “Ci sono bastate poche semplici parole di Bruno del Birrificio Olmaia per convincerci. Siamo venuti altre volte a degli eventi toscani e ci siamo sempre trovati benissimo. È anche un’occasione per andare al mare…”

Cosa porterete al Festival? “La Fleur Sofronia, una blanche con fiori di ibisco, l’Ape Regina, una bionda Ale fatta col miele locale, la Breaking Hops, una double Ipa molto luppolata, la Bastogne, una American Pale Ale molto ambrata e infine.. la Toda Joya, una birra alla papaya che abbiamo realizzato insieme al Jungle Juice, un birrificio romano”.

Fra tutte scommettiamo che la Toda Joya sarà quella a riscuotere il maggior successo, basta vedere l’etichetta e quello che evoca..È l’immagine di una papaya!” assicura Matteo.

A voi l’ardua sentenza. Ma con cosa si possono abbinare le vostre birre? “Non mi intendo troppo di abbinamenti gastronomici, ma posso dire che le birre luppolate più forti si sposano bene con i fritti”.

E il vostro mercato? “Siamo una piccola produzione, siamo forti nelle Marche e abbiamo anche un distributore a Roma, in Lombardia e uno persino a Firenze. Quando siamo nati nella nostra regione c’erano solo tredici birrifici, adesso ce ne sono più di settanta. Si tratta per lo più di birrifici agricoli, ci piace usare anche prodotti locali come il miele per dare un valore aggiunto alle nostre birre”.

Birrificio CANEDIGUERRA – Intervista

Canediguerra, il miglior amico dell’uomo

L’amore per i classici e un legame speciale con la Toscana per il birrificio che viene da Alessandria

“Quattro cani per strada. Il primo è un cane di guerra e nella bocca ossi non ha e nemmeno violenza”. Può essere, invece, che sorseggi birra? Dai versi di “Quattro cani”, canzone di Francesco De Gregori, nasce il nome del birrificio Canediguerra, che si trova ad Alessandria, in via del Prato 11. C’è una storia di ricerca, recupero e amore per i classici dietro questa bella realtà nata nel 2015 e capace di trovar dimora nell’ala di una vecchia fabbrica di scarpe chiuse nel 1962. “C’è stata un’opera di riabilitazione di un edificio industriale abbandonato – dice Alessio Gatti – e noi abbiamo fatto la nostra parte aprendo un impianto da 25 ettolitri, tecnologicamente avanzato, ma presto inaugureremo anche il ristorante, dove potremo spillare direttamente le nostre birre”. Alessio “Allo” Gatti è il mastro birraio di Canediguerra, uno che ha imparato il mestiere girando in lungo e in largo, con un’esperienza significativa proprio in Toscana: “Il mio primo impiego – dice – è stato al Bruton (birrificio che ha sede in provincia di Lucca e che per il secondo anno consecutivo sarà presente all’Hop Summer Fest, ndc), quindi sono molto legato alla Toscana e anche per questo verrò personalmente a Livorno”.

Oltre ad Alessio, altre cinque persone formano il team di Canediguerra, la cui filosofia di base sta nella predilezione per i classici della tradizione brassicola.

“La nostra linea propone Pilsner, Weisse e Lager; partiamo da prodotti canonici del secolo scorso e li riproponiamo a modo nostro. Anche nelle Ipa, varietà più recente, cerco di puntare all’ortodossia, lasciando spazio alla mia fantasia, ma prestando sempre attenzione alla storia della birra”.

Che cosa porterete all’Hop Summer Fest 2017?“La nostra linea base, e quindi la Bohemian Pilsner, la Vienna Lager e la Berliner Weisse, ma anche l’American Ipa, la Double Ipa, e la Brown Porter. Ma a Livorno sarà anche un’occasione per proporre prodotti estemporanei o birre totalmente sperimentali, come la linea Objekt, che non hanno alcuno stile di riferimento. Sono io a giocare con gli ingredienti e, ad esempio, nell’ultima che ho creato utilizzo miele di Sulla e mosto fresco di Uva moscato, per una birra ad alta gradazione alcolica e dal colore dorato carico, ispirata alle bevande fermentate prodotte nell’antichità”.

Hop Summer Festival 2017 – Torna il festival della birra artigianale

Hop Summer Fest lascia la Vecchia per la Nuova, ma sa bene quel che troverete. Il noto adagio fa un baffo di birra e, dopo il grande successo del 2016 in Fortezza Vecchia, il festival della birra artigianale a Livorno torna con una veste del tutto rinnovata. La 2° edizione, in programma dal 13 al 16 luglio, presenta numerose novità: dal tema alla location passando attraverso i birrifici presenti, che porteranno i visitatori in un viaggio ricco di sapori e cultura tra Italia e Inghilterra. Rispetto allo scorso anno, questa nuova edizione anticipa di un mese l’apertura dei battenti e sposta il proprio quartier generale sulla Falsa Braga, il “pratone” antistante la Fortezza Nuova. Una scelta che punta a una maggiore connessione tra gli stand dello street food e quelli dei birrifici. All’interno di uno spazio molto ampio verranno soddisfatte tutte le esigenze, sia degli organizzatori che del pubblico, che avrà a portata di mano tutto il necessario per godere a pieno di ciò che il festival ha da offrire. Come? All’Hop Summer Fest il gioco è semplice: si arriva in Fortezza Nuova, si prende bicchiere e tracolla porta bicchiere (o si portano da casa), si cambiano i gettoni e si parte alla scoperta del festival, tutto a ingresso gratuito.

L’Associazione Culturale The Cage organizza questo evento insieme a Bad Elf Pub, nonché in collaborazione con Itinera e con il patrocinio del Comune di Livorno.
Anche quest’anno i protagonisti sono sempre loro: 11 birrifici artigianali dall’indiscusso valore, pronti a far conoscere le loro creazioni e a far degustare i loro migliori prodotti, dando vita a un connubio perfetto tra cultura e sapori. Questi i dieci birrifici italiani presenti quest’anno, con conferme e novità: Brùton, Birra Amiata, Birrificio Fermento Libero, L’Olmaia, Piccolo Birrificio Clandestino, Hilltop Brewery, P3 Brewing Company, Birrificio MC77, Canediguerra, Birrificio Italiano. Ma per il 2017 l’Hop Summer Fest oltrepassa i confini del Belpaese spingendosi fin sulla costa dell’East Yorkshire per portare in Fortezza Nuova la birra della Great Newsome Farm, prodotta dalla famiglia Hodgson. Dalle 19 fino a tarda notte si potranno toccare con mano tutte queste realtà, scoprendo storie, aneddoti, metodi di lavorazione e tutto quel che si cela alle spalle di questi birrifici dalla lunga tradizione. Per completare al meglio queste esperienze verranno allestiti all’interno della Fortezza Nuova diversi punti di ristoro, che offriranno un’ampia varietà di opzioni culinarie provenienti da cucine di strade vicine e lontane. “Birra Boat”: la birra si beve in battello. Un appuntamento che ritorna dalla passata edizione è il “Birra Boat” proposto da Itinera, un’esperienza unica lungo i canali della città a metà tra gusto e storia di Livorno. A bordo del battello turistico, che inizierà il suo tour cultural-gastronomico di fronte al prato della Fortezza Nuova, sarà presente un mastro birraio per illustrare a 360 gradi le diverse degustazioni, rendendo questi viaggi ancora più speciali e caratteristici. Sarà possibile acquistare i biglietti anche online sul circuito Booking Show (https://www.bookingshow.it/)

“Sport ‘n’ Beer”: chi l’ha detto che non si può? L’appuntamento clou di ognuna delle quattro serate del festival sarà rappresentato dagli incontri a tema “Sport ’n’ Beer”. Se ad alcuni questa associazione può far storcere il naso, basti pensare che diversi studi hanno dimostrato come l’assunzione di birre rigorosamente artigianali sia prima che dopo una competizione sportiva possa aiutare a ottenere buoni risultati, grazie all’elevata concentrazione di magnesio che favorisce la reidratazione dell’organismo. Quindi, perché non unire i campioni dello sport livornese con le eccellenze birrarie del nostro territorio? Numerosi ospiti provenienti dal mondo del calcio, del rugby, della scherma e degli sport da combattimento interverranno per raccontare le proprie esperienze e farci rivivere vere e proprie notti magiche.

Per tutte le informazioni e le novità legate al festival:

www.hopsummerfestival.it – www.facebook.com/hopsummerfest

info@thecagetheatre.it – Cageline: 392 885 7139

Teo Musso, il romantico avanguardista rilancia Baladin

Nuovo impianti di produzione e altre sorprese per il pioniere italiano della birra artigianale.

Birra Baladin è sicuramente uno degli ospiti di punta dell’Hop Summer Fest e allora abbiamo colto l’occasione per fare quattro chiacchiere con il suo fondatore, Teo Musso, oggi alfiere della birra artigianale italiana nel mondo.

Teo Musso 2

Baladin, birrificio agricolo piemontese attivo dal 1996, ha appena inaugurato il nuovo impianto di produzione a Piozzo, in un’area di 73mila metri quadrati. Come sta andando?

“Abbiamo inaugurato ufficialmente il nuovo birrificio a metà luglio – risponde Teo Musso. Il giorno seguente l’inaugurazione sono iniziati i lavori di avviamento della produzione in quanto a fine agosto interromperemo la lavorazione nell’attuale birrificio per trasferire tutto nella nuova sede. Questo significa essere pronti per il primo di settembre. Per far capire l’impegno che ci stiamo mettendo, basti dire che nei primi 3 giorni abbiamo dormito in birrificio… Detto questo, tutto sta procedendo bene e sono fiducioso che prima della fine del mese di agosto saremo in grado di gestire questa splendida creatura”.
Sono passati 30 anni dall’apertura della sua prima birreria: che cosa pensa oggi se si guarda indietro? “Ho l’abitudine di guardare avanti, ma sono un romantico e sovente ritorno con la memoria ai primi passi fatti nel piccolo locale di Piozzo. Ero, assieme a qualche collega, un po’ pioniere e un po’ folle. Quando ho iniziato nel 1986 servivo nel mio pub 200 etichette di birra artigianale proveniente da mezza Europa e il successo era tanto e tanti erano i clienti. Quando ho invece ho iniziato a servire le mie birre, nel 1996, ho eliminato le birre in bottiglia e il risultato è stato di perdere oltre l’80% dei clienti. Questo perché non c’era cultura nei confronti della birra artigianale e molta paura ad assaggiarne una prodotta sul posto. Il cammino per cambiare in parte il percepito dei consumatori è stato ed è impegnativo ma i ricordi sono tanti e le emozioni ancor di più”

Teo Musso

Quali sono le ultime novità del mondo Baladin? “Baladin è in continua evoluzione. Direi che l’apertura del nuovo birrificio sia una novità interessante ma è corretto ricordare che pochi mesi prima abbiamo inaugurato Open Baladin Cuneo a poche decine di chilometri da Piozzo. Il locale è veramente visionario e oltre ad avere 36 birre alla spina con una selezione delle migliori produzioni artigianali italiane, ospita un laboratorio per homebrewer. A inizio 2017 trasferiremo il “vecchio” impianto di produzione in Sudafrica dove apriremo una sede che produrrà birre dedicate al continente africano a me molto caro. E ovviamente ho in cantiere delle birre nuove che presto scoprirete”.
Sì, ma all’Hop Summer Fest cosà porterà Baladin? “Il festival – conclude Teo – ci permetterà di far assaggiare la nostra produzione alla spina. Ci sarà Isaac, la blanche dedicata a mio figlio che con la Super, un’ambrata in stile abazia belga, sono le prime birre distribuite in bottiglia in Italia. Ci sarà anche Nora, birra egizia, fatta con grano Kamut e spezie africane come la mirra”.